sabato 11 gennaio 2014

Sentenza discutibile

Bullismo contro disabile minorenne: video rimasto in rete per due mesi
Nessuna responsabilità dei manager di Google Italia per la violazione delle norme sulla privacy


La Cassazione in data 18 dicembre 2013 conferma la sentenza di appello nei confronti dei tre dirigenti. L’accusa era violazione delle norme sulla privacy per il filmato, rimasto in rete per due mesi, in cui si vedeva un minore oggetto di bullismo da parte dei suoi compagni
Nessuna responsabilità dei manager della piattaforma italiana di Google per il video, rimasto in rete per due mesi, nel quale si vedeva un ragazzo minorenne e disabile deriso e oggetto di violenze da parte dei suoi compagni di scuola. A questa conclusione è giunta la Terza sezione penale della Cassazione che ha deciso di confermare l'assoluzione di tre top manager di Google responsabili per l'Italia nel 2006, quando il video che destò tante proteste andò in rete.
Il video incriminato era stato girato alla fine di maggio del 2006 ed era stato caricato in rete l'8 settembre dello stesso anno totalizzando moltissimi contatti. Le immagini mostravano un ragazzino affetto da autismo seduto su una sedia, picchiato da un compagno di classe mentre un'altra decina di ragazzi lo deridevano e gli tiravano oggetti fino a fargli cadere gli occhiali da vista costringendolo a cercarli affannosamente. Dalla diffusione di questa clip ha preso l'avvio il primo procedimento penale, a livello internazionale, che ha visto imputati manager di Google a causa di una pubblicazione sul web. 

Secondo il procuratore generale "non si può pensare che chi offre un servizio su una piattaforma poi non si occupi di quello che viene caricato". "Questo era uno dei filmini più visionati!" . In base alla tesi del pg un conto è l'e-commerce di merci e servizi in senso stretto, e un'altra cosa è la diffusione di dati sensibili che deve essere più sorvegliata. Ora tra un mese circa saranno rese note le motivazioni del verdetto della Suprema Corte e si saprà meglio quali sono gli ambiti di responsabilità, o meno, dei motori di ricerca per i contenuti che offrono.


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