venerdì 10 gennaio 2014

La denuncia di una madre disperata.



Questa è la triste storia di un ragazzo disabile di 19 anni, Manuel, che da 4 anni subisce bruciature di sigaretta da parte dei compagni; queste sono ovunque, sul mento, sulle braccia, sulla testa come se fosse un posacenere umano. Questa è una storia di bullismo, di indifferenza, di persone che fanno finta di non vedere ciò che accade. La mamma di Manuel non ne può più tra tanta sofferenza e continue denunce, ma continua a lottare perché tutto ciò finisca, perché venga fatta giustizia e venga restituita la dignità al figlio. A scuola, luogo in cui avvengono le violenze, nessuno vede mai niente, un professore consiglia alla madre di cambiare scuola al figlio, ma perché deve essere la vittima a rinunciare ad un luogo in cui ama studiare e non i carnefici ad essere prontamente allontanati? Il ragazzo è talmente impaurito che nemmeno urla o chiede aiuto, cerca di giustificare i compagni per evitare di aggravare la situazione. L’indignazione della madre aumenta quando dopo una denuncia, l’inchiesta viene archiviata perché Manuel non è in grado di testimoniare. La madre si sente sola, ma continua nella sua missione, fotografa le bruciature sul corpo del figlio, perché sono prova di ciò che accade a scuola, sono prova di ciò che non può andare dimenticato.
Per arginare il fenomeno del bullismo non ci si può permettere che accadano vicende di questo tipo. Bisogna denunciare, bisogna avere il coraggio di prendersi delle responsabilità. Tutta la comunità deve essere protagonista. Una madre non dovrebbe mai sentirsi sola nell’affrontare una battaglia per il figlio.

fonte: il messaggero.it

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