Spesso si è
portati a credere che il bullismo sia un fenomeno che colpisca i ragazzi
maschi, in realtà non è così. Con caratteristiche a volte diverse tale fenomeno
appartiene anche alle ragazze.
Il bullismo
agito da ragazze si serve più della violenza psicologica rispetto a quella
fisica. Per danneggiare la vittima viene utilizzato il pettegolezzo, l’isolamento
sociale, la critica mettendo in seria difficoltà la persona ad instaurare
relazioni sociali con le coetanee. La violenza psicologica porta la vittima a
sentirsi sola e colpevole della situazione che sta vivendo, perde autostima,
soffre d’ansia e di depressione, evita la scuola e i luoghi in cui potrebbe
subire aggressioni. Le conseguenze a volte possono essere letali, come per la
giovane ragazzina canadese che nel 2000 si tolse la vita perché non ce la
faceva più a sopportare le minacce e la paura che le facevano vivere le compagne di scuola.
Quali sono
le cause che portano una persona a diventare un bullo o una bulla?
Questi atteggiamenti
consentono ai giovani di accrescere il proprio prestigio tra i coetanei, essere
quindi i più conosciuti della scuola e migliorare il proprio status sociale. Sono
dinamiche di dominanza all’interno di un gruppo, è un modo per emergere nel
gruppo dei propri pari e controllarlo e di affermare la propria autonomia dal
mondo adulto.
I genitori e
gli adulti di riferimento per rendersi conto di ciò che accade non devono
aspettarsi racconti espliciti dei fatti, perché le ragazze vittime di bullismo
non ne parleranno convinte di peggiorare la situazione e di non essere credute.
Però si verificheranno dei comportamenti diversi come per esempio il non voler
uscire di casa e andare a scuola, essere sola e mai invitata a stare con le
amiche, abbigliamento diverso, ricadute anche sul piano fisico, come mal di
pancia e mal di testa, fatica nell’addormentarsi, stati di ansia e
preoccupazione. A questo punto bisognerà rompere il silenzio, cercando di
capire in maniera indiretta cosa sta succedendo e far sentire la vittima
sostenuta e non criticata perché debole o incapace di difendersi.
Fonte:
www.quipsicologia.it
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