Comprendere le problematiche connesse al
fenomeno “bullismo” permette di identificare le tipologie di vittime, gli
aggressori, alcune possibili cause e di proporre interventi mirati. In uno
studio di Zimmerman (Arch Pediatr Adolesc Med, 2007) veniva evidenziato come
fattore predittivo di bullismo l’eccesso di fruizione di televisione. E’ stato
riportato che i bambini a 4 anni vedono in media 3.5 ore di Tv al giorno, i
futuri bulli 5 ore e 3 ore i non bulli. Un eccesso di televisione a 4 anni,
considerata età filtro, è risultata associata in modo statisticamente
significativo con il bullismo, mentre la stimolazione cognitiva da parte dei
genitori ed il supporto emozionale, alla stessa età, sono risultati protettivi
nei confronti del bullismo. E’ dimostrato che la televisione influenza il
comportamento, per cui i genitori dovrebbero essere incoraggiati a limitarne la
visione soprattutto dei più piccoli. Le linee guida dell’Accademia Americana di
Pediatria raccomandano che i bambini sotto i 2 anni non debbano mai guardare la
televisione.
Cosa fare?
Quale ruolo può avere il pediatra di famiglia?
Il Pediatra di famiglia opera in
una posizione privilegiata per individuare le problematiche psico-sociali che
molte famiglie si trovano ad affrontare, riconoscere precocemente le condizioni
di disagio in cui il bambino vive, creare una rete di protezione intorno al
bambino e alla sua famiglia. I Bilanci di salute che effettua a varie età
filtro rappresentano l’occasione per indagare, intercettare, rilevare,
focalizzare tali problematiche e per programmare i possibili interventi
interagendo in particolare con la
Famiglia e con la
Scuola.
Famiglia e scuola
Nella crescita di un individuo le
principali “agenzie” di socializzazione e di educazione sono la Famiglia e la Scuola. Ma Famiglia e
Scuola perseguono le giuste finalità? Collaborano? Condividono le rispettive
finalità? Quanto si legittimano a vicenda? Quanto sono delegittimate da altre
“agenzie” (Tv, videogiochi, internet, cinema, gruppo dei pari ecc.) cui
attingono bambini e adolescenti? Famiglia e Scuola dovrebbero collaborare nel
far percepire quanto più possibile ai bambini/adolescenti di essere soggetti
amati e rispettati. A scuola e in famiglia dovrebbe sussistere coerenza e
continuità educativa. I valori di base e gli strumenti formativi dovrebbero
essere condivisi e verificati in un contesto di dialogo. Scuola e Famiglia
dovrebbero interagire per promuovere interventi tesi a costruire una cultura del
rispetto e della solidarietà tra bambini/ragazzi. Se nell’ambiente familiare il
bambino sperimenta la carenza di cure materne, la privazione del padre o la
disgregazione familiare, sarà predisposto ad un futuro comportamento
aggressivo. D’altronde una Scuola non autorevole, che non esplichi un adeguato
ruolo educativo, ma investita solo di competenze istruttive, non può che
produrre “disagio” nei soggetti a lei affidati. La Scuola e la Famiglia devono
collaborare per creare un ambiente formativo-educativo positivo, anche per la
prevenzione ed il trattamento di episodi di bullismo.
Fare attenzione a:
I bulli e le loro vittime sono
ragazzi che meritano la nostra massima attenzione. Su di loro occorre
convogliare le massime energie di quanti si occupano della loro educazione e
cura. A nulla valgono punizioni severe od esemplari. Occorre, invece, siano
essi bulli o vittime, ascoltarli, consigliarli con partecipazione emozionale
profonda, senza giudizio sulla persona, in un dialogo franco ma, nello stesso
tempo, autorevole, che sappia rendere giustizia all’essere umano che è in
ciascuno. Da educatori, insegnanti, genitori, pediatri non dobbiamo pensare al
bambino prepotente o debole o difficile, ma dobbiamo “sentire” e “sostenere”
l’essere “umano” che è dentro di lui, che spesso soffre in un ambiente
disfunzionale. Sarebbe ottimale poter utilizzare le loro risorse positive e
migliori per farli diventare dei leader e strumento di appoggio per i loro
coetanei. Creare tali occasioni rappresenta una sfida. Provarci è importante,
indispensabile e improrogabile oggi. Solo se il soggetto si considererà amato,
degno e rispettato, potrà evolvere da “Bullo” a “Leader positivo”.
Tratto da Uppa.it bimestrale per
genitori scritto da pediatri- congresso nazionale sipps siena 2009
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