21 settembre 2013 padova
VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO. Dopo l’ennesimo attacco dei bulli, ieri al ritorno da scuola, ha dovuto rivolgersi al Distretto sanitario di Peraga di Vigonza per farsi togliere dalla faccia la vernice con cui l’avevano imbrattato in stazione a Padova, dopo essere uscito dall’Istituto superiore che frequenta per il primo anno. Ma nemmeno l’etere è riuscito a ridargli il colorito naturale: sul viso gli è rimasto comunque un alone, che scomparirà con il tempo e il lavaggio sistematico.
Agli autori, il padre non intende farla passare liscia: ha presentato denuncia sia ai carabinieri di Padova che a quelli di Pionca di Vigonza. La vittima del bullismo è uno studente di 14 anni che frequenta un istituto tecnico cittadino. Ieri, per la seconda volta nel giro di una settimana, è tornato a casa con il volto pitturato di blu e di verde. Per completare l’opera, i bulli gli hanno segnato sul braccio destro il tracciato di un gioco, il tris, e il numero progressivo del malcapitato caduto sotto la loro prepotenza.
Ieri lo studente di Villanova era il quinto, lunedì addirittura il 171esimo. Giunto a casa il ragazzo ha cercato di lavarsi con il sapone. Niente da fare. La sorella, che è estetista, ha provato con prodotti specifici. Fatica sprecata. Il latte detergente ha potuto ben poco sulla sostanza oleosa e appiccicosa usata, probabilmente pittura industriale destinata ad altri scopi.
Nel frattempo lo studente ha cominciato ad avvertire un forte prurito su tutto il volto. Per cui il padre ha pensato bene di portarlo nell’ambulatorio per codici bianchi del Distretto sanitario dell’Usl 15 di via Paradisi. Qui l’infermiera ha tentato di asportare lo strato di pittura con l’etere. Il risultato è stato soddisfacente, per lo meno la parte superficiale è stata rimossa. «Resta un alone», ha spiegato l’infermiera, «che andrà via con un po’ di pazienza. Se capita nuovamente, provate a usare l’acetone per togliere lo smalto. Dovrebbe funzionare. Ma usando questi prodotti viene asportata anche la parte grassa della pelle, per cui potrebbero insorgere dei problemi cutanei».
Infuriato il padre dello studente: «La cosa va avanti da inizio settimana», racconta. «Lunedì, infatti, mio figlio è tornato a casa con il volto colorato di nero. L’avevano dipinto con il pennarello. Adesso voglio sapere di che sostanza l’hanno invece imbrattato ieri e capire se, assorbita, può rivelarsi tossica o comunque nociva. Ma come si fa ad arrivare a questi livelli? Tutti abbiamo fatto le nostre goliardate, ma qui si sta esagerando, qui si va a danneggiare la salute. E allora non ci sto. Presenterò denuncia sia a Padova che a Vigonza».
Il 14enne non è l’unico studente di Villanova preso di mira dai bulli. Sarebbero una decina i ragazzi tornati a casa ieri nelle stesse condizioni. Una ragazzina è rincasata in preda alla disperazione: le avevano pitturato il volto di nero. E lo hanno fatto addirittura sul bus della linea Padova-Zeminiana.
«La dipintura è proseguita anche sul bus senza che il conducente facesse o dicesse nulla e nonostante le grida e le richieste di aiuto», conferma il papà. «Il protocollo di servizio prevede che il conducente avverta le forze dell’ordine prima che il responsabile di atti sconsiderati scenda. Nella tratta che porta a Zeminiana, in partenza da Padova alle 13.55 uno dei sedicenti “studenti di quinta” ha proseguito fino alla fermata di Villanova, dov’è sceso anche mio figlio con altri ragazzi pitturati. È vergognoso che accadano episodi simili».
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