Per bullismo si intendono azioni di prevaricazione e
prepotenza di un bambino/adolescente “il bullo”, nei confronti di un altro, “la
vittima”. Non si tratta di singoli episodi ma di ripetute e sistematiche
situazioni di violenza fisica, verbale, psicologica, elettronica. Solitamente
sono presenti altri coetanei che assistono ai fatti (spettatori).
Le caratteristiche del bullismo sono:
Intenzionalità: le
vessazioni vengono messe in pratica con l’obbiettivo di provocare danno alla
vittima o per divertimento.
Persistenza :
le azioni durano nel tempo e sono ripetute.
Asimmetria:
nella relazione c’è uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la
subisce.
Perciò il bullismo non è uno scherzo, dove tutti si divertono insieme, ne
un litigio tra coetanei.
Osserviamo e ascoltiamo i nostri ragazzi. Possono esserci alcuni indicatori
per rilevare la presenza di possibili situazioni di bullismo. L’abbigliamento e
gli oggetti sono maltrattati e rotti al ritorno da scuola o da momenti di
aggregazione; sono presenti lividi, graffi e ferite; vengono evitati le
situazioni di ritrovo con i compagni se non quelle strettamente legate alle
attività scolastiche; paura e malessere psico-somatico prima di incontrare i
compagni o andare nei luoghi dove avvengono tali situazioni; cambia il modo di
relazionarsi con i social network. Rispetto al comportamento si possono notare
anche richieste di denaro non giustificate e piccoli furti, e calo di
rendimento scolastico.
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