sabato 14 dicembre 2013

Indagine in Italia

I dati dell'indagine condotta dall'Asl di Bergamo e dall'Ufficio Scolastico Territoriale sul bullismo  presentati in un convegno.

Bullismo: buone prassi
per invertire la rotta
Un'indagine dell'Asl


Il bullismo in questi ultimi anni sembra si stia diffondendo ed il territorio della provincia di Bergamo non è rimasto esente da questo fenomeno che ha, sui ragazzi, conseguenze a volte anche molto pesanti. Una recente ricerca realizzata da Eurispes nel 2011 sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia riporta che la principale forma di prevaricazione subita dai ragazzi (pari al 25%) è relativa alla diffusione di informazioni false o cattive sul proprio conto, seguita da provocazioni e prese in giro ripetute (23%) e offese immotivate (22 %).

Seguono forme quali l’esclusione e l’isolamento da parte del gruppo (10%), i furti di oggetti e cibo (7 %), le minacce (il 5%) e le percosse (3%).L'Asl di Bergamo e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, da tempo impegnati nella promozione della salute nelle scuole, al verificarsi dell’ennesimo episodio all'interno di una scuola del territorio, hanno promosso la costituzione di un tavolo tecnico finalizzato ad approfondire la tematica e ad individuare possibili percorsi di intervento.

Nella primavera del 2013 si è così realizzata un’indagine che ha coinvolto le scuole di ogni ordine e grado di Bergamo in cui si è somministrato un questionario, a cui hanno risposto 1806 coordinatori di classe, finalizzato a rilevare la percezione del fenomeno e l’opinione su possibili interventi da attivare.

Il Convegno rivolto a dirigenti scolastici, insegnanti, studenti, genitori ed operatori sociali e sanitari e si propone, a partire dai dati della ricerca e dalle esperienze sino ad ora realizzate, quale momento di confronto finalizzato a convalidare le buone pratiche già sperimentate, raccordandole fra loro per proseguire nel lavoro di prevenzione nell'intento comune di “invertire la rotta”.

Tratto da Corriere della sera


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